Assunzioni a tempo indeterminato: stop al versamento dei contributi previdenziali. Agevolazioni fiscali

 

(Pubblicato sul n. 24 del 13.06.2015)

La Legge di Stabilità 2015, presentata dal Governo nel CdM del 15 Ottobre e firmata dal Presidente della Repubblica il 24 Ottobre, prevede misure che focalizzano opportunità significative in tema di contributi previdenziali e fisco, a partire dal taglio del cuneo fiscale (costo del lavoro) per imprese (sgravi IRAP sulla componente lavoro) e dipendenti ( Bonus IRPEF in busta paga da 80 euro), ed è prevista inoltre la possibilità di anticipo TFR, assunzioni agevolate con azzeramento per tre anni dei contributi sui nuovi contratti a tempo indeterminato, numerose novità in materia di IVA.

La Legge di Stabilità per il 2015 ha previsto, fra l’altro, anche l’esonero dei contributi per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel corso del 2015. Si tratta, in pratica, di un’agevolazione rivolta alle nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato, con esclusione dei contratti di apprendistato e dei contratti di lavoro domestico.

L’esonero contributivo spetta per un periodo massimo di 36 mesi. L’agevolazione spetta, come chiarito dall’Inps nella circolare 17/2015, anche in caso di trasformazione di un rapporto di lavoro a termine in un rapporto di lavoro indeterminato. Secondo il CNDCEC possono essere considerati agevolabili anche i contratti di assunzione stipulati entro la fine del 2015 anche se decorrenti a partire dal 2016. Risultano, inoltre, agevolabili le assunzioni a tempo indeterminato con contratto di lavoro ripartito (job sharing) a patto che le condizioni per l’applicazione dell’agevolazione siano possedute da entrambi i lavoratori.

L’agevolazione non spetta per tutti quei lavoratori che nei sei mesi precedenti alla data di assunzione siano risultati occupati a tempo indeterminato presso qualsiasi datore di lavoro né ai lavoratori che nei tre mesi antecedenti al 1° gennaio 2015, data di entrata in vigore della Legge di Stabilità, abbiano già avuto un contratto a tempo indeterminato con il datore di lavoro. Vanno considerate anche le società controllate o collegate ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile. Il beneficio consiste nell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro nel limite massimo di euro 8.060 annui. L’esenzione spetta per i contributi assistenziali e previdenziali con esclusione dei premi e dei contributi Inail e dell’eventuale Fondo per l’erogazione del TFR ai lavoratori dipendenti.

E se lo strumento è di particolare rilevanza sociale ed economica, non mancano le perplessità da parte degli addetti ai lavori circa le coperture economiche e finanziarie delle agevolazioni e detrazioni concesse.

Per finanziare le assunzioni agevolate 2015 di dipendenti a tempo indeterminato previste dalla Legge di Stabilità ci vogliono circa 3 miliardi di euro: i calcoli sono della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro e considerano una potenziale platea di beneficiari pari a 1 milione 150mila lavoratori. In pratica, si stima che le assunzioni agevolate a tempo indeterminato saranno 1 milione 150mila e comporteranno un costo complessivo di 4 miliardi 745 milioni.

L’agevolazione media per ogni contratto sarà pari a 4mila130 euro. È quasi la metà rispetto al tetto massimo previsto, pari a 8mila 60 euro, perché si ritiene che molte retribuzioni saranno al di sotto del limite (contando anche i contratti part-time) e anche perché man mano che passano i mesi scende l’incentivo.

Dunque, utilizzando questi parametri la Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro ritiene che il costo totale dei contratti incentivati 2015 sarà pari a oltre 4 miliardi, mentre al momento la Legge di Stabilità a copertura della misura ne ha stanziati solo 1,8. All’appello, mancano quasi 3 miliardi, per la precisione 2 miliardi 945 milioni.

I calcoli valgono solo per questo 2015, ma si sottolinea che la questione delle coperture si riproporrà per i prossimi anni, perché lo sgravio pur riguardando solo le assunzioni 2015 dura poi fino a fine 2017. Fra l’altro, non si esclude che la misura venga rinnovata.

Si tratta, fra l’altro, di stime prudenziali, basate come sottolinea lo stesso Rosario De Luca, presidente della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, sulle assunzioni totali a tempo indeterminato 2014, che sono state 1 milione 600mila. In pratica, se si riproponesse questa stessa cifra (quindi, non prevedendo alcun crescita sostenuta, ad esempio, dalla possibilità di agevolazioni oltre che dalle nuove norme in materia di contratti a tempo indeterminato previste dai decreti attuativi del Jobs Act), sarebbero circa 500mila i nuovi contratti non agevolati.

Nei primi due mesi dell’anno ci sono state circa 275mila nuove assunzioni a tempo indeterminato, nell’80% dei casi stabilizzazioni di precedenti contratti a termine o a progetto o rapporti di lavoro autonomo. Tendenzialmente, i Consulenti del Lavoro ritengono che nell’intero 2015 l’87% delle assunzioni sarà rappresentato da stabilizzazioni, mentre il 13% riguarderà lavoratori disoccupati.

Avv. Iconio Massara - Specialista in Diritto Tributario