Legge di Stabilità 2016 si apre il dibattito tra taglio tasse e Riforma Pensioni

 

(Pubblicato sul n. 34 del 05.09.2015)

Come ogni anno in questo periodo si inizia a discutere in maniera compiuta dei contenuti della legge di Stabilità (manovra finanziaria) che dovrà essere varata tra meno di due mesi.

Le indicazioni che vengono date appaiono assolutamente interessanti e meritevoli di attenta analisi, considerando però, ovviamente, che in genere al termine del lavoro del Governo e dell’iter Parlamentare, nell’arco della storia i contenuti sono stati spesso stravolti.

Gli annunci effettuati prevedono che la Legge di Stabilità 2016, tra le novità, porterà con sé anche un taglio alle tasse (TASI e IMU in cima alla lista), la tanto attesa Riforma delle Pensioni e la possibile proroga ed estensione di alcune detrazioni fiscali (come Bonus Mobili, ristrutturazioni e riqualificazione energetica).

Ma vediamo singolarmente le ipotesi al vaglio della discussione.

Bonus Fiscali

Pare certa la proroga al 2016, con platea allargata, per le detrazioni fiscali al 50% e 65% per ristrutturazioni edilizie, riqualificazione energetica e bonus mobili.

A fronte del grande successo riscosso dal Bonus mobili e ristrutturazioni edilizie, il Governo sta studiando un ampliamento della misura per il 2016 come strumento utile a rafforzare la crescita e a far riprendere i consumi in Italia. Per ora sembra piuttosto sicura la riconferma per il 2016 alla percentuale degli sgravi IRPEF pari al 50% in caso di ristrutturazioni edilizie e Bonus mobili e al 65% in caso di interventi di efficientamento energetico degli edifici.

Proroga sulla quale sono tutti d’accordo, imprese in primis.

Si sta inoltre ipotizzando anche un allargamento della platea di beneficiari delle detrazioni fiscali in oggetto.

L’ampliamento della platea di beneficiari del Bonus ristrutturazioni, mobili ed efficienza energetica dovrebbe riguardare l’estensione dei crediti di imposta anche agli alloggi popolari pubblici e a chi va in affitto e acquista degli arredi.

Tributi Locali

Per quanto riguarda i tributi locali gli scenari possibili sono diversi, inclusa l’abolizione di IMU e TASI a partire dal 2016. Per capire bene quale sarà l’effettiva sorte della local tax bisognerà fare i conti con le risorse a disposizione.

L’ipotesi più caldeggiata prevede l’abolizione della TASI 2016 sulla prima casa per tutti e l’abolizione di alcune tipologie di IMU (terreni agricoli e macchinari imbullonati), sempre per l’anno prossimo.

Per il MEF tuttavia – guardando ai costi dell’operazione, pari a 3,4 miliardi di euro – non è pensabile un’abolizione totale della TASI sulla prima casa: è necessario mantenerla per gli immobili di valore maggiore. In questo modo verrebbero risparmiati 1,2 miliardi di euro da destinare alla deducibilità totale dell’IMU sui capannoni per le imprese.

Per quanto riguarda in generale la local tax, il Governo sta ragionando sulle seguenti ipotesi:

-attribuzione ai Comuni dell’intero gettito derivante dall’IMU sui capannoni industriali;

-attribuzione ai Comuni di una quota maggiore del gettito derivante dall’IMU sulla seconda casa, rispetto all’attuale quota;

-introduzione di una vera e propria local tax, pari alla somma dell’IMU e della TASI dovute;

-mantenimento della TARI, che prende in considerazione parametri differenti;

-abolizione di aliquote e detrazioni, in ottica di semplificazione degli adempimenti, e dell’obbligo per i Comuni di inviare un bollettino di pagamento precompilato ai contribuenti;

-definizione di una nuova tassa, un canone di natura patrimoniale o tributaria, per le imposte comunali minori (Cosap, Tosap, Cimp) dovute, dai titolari di attività commerciali, per l’occupazione delle aree pubbliche, per la pubblicità e le affissioni.

Tasse imprese

Per gli anni successivi al 2016 dovrebbe essere prevista anche una riduzione delle imposte e tasse a carico delle imprese (riduzione dell’IRES nel 2017 dal 31% al 24%) e la riforma dell’IRPEF (nel 2018) con la ridefinizione degli scaglioni di reddito.

Riforma Pensioni

Una valutazione c’è anche per la tanto discussa riforme delle pensioni. Tra le iniziative del Governo, oltre alla revisione della Legge Fornero, soprattutto in ottica di flessibilità, si sta discutendo la possibilità di introdurre l’assegno universale per gli over 55 senza lavoro e senza un assegno pensionistico, proposto dall’INPS insieme al sistema contributivo per tutti i lavoratori che dovessero decidere di lasciare prima del raggiungimento dei requisiti pensionistici. Con questa opzione chi dovesse andare in pensione anticipata si vedrebbe decurtare il proprio assegno previdenziale del 20-30%.

Si registrano voci contrarie al contributivo per tutti e all’abbassamento del valore delle pensioni (che comporterebbe anche minori entrate per l’Erario), secondo le quali concedere il pensionamento anticipato darebbe una spinta all’occupazione giovanile.

Taglio tasse ed effetto boomerang

Sulla questione del taglio alle tasse, tuttavia, non tutti sono favorevoli perché preoccupati di un possibile effetto boomerang.

Ad esempio la CGIA Mestre ha posto l’attenzione sulla necessità di “sterilizzare” le clausole di salvaguardia su IVA e accise prima di pensare a tagliare IMU e TASI.

Ecco quelle che, secondo la CGIA Mestre sono le risorse necessarie che il Governo deve trovare entro il 31 dicembre 2015 per sterilizzare le clausole di salvaguardia e rispettare le disposizioni previste dalle sentenze della Corte Costituzionale: 18,8 Miliardi di € per la Sterilizzazione delle clausole di salvaguardia in materia di IVA ed aumenti già previsti; 2,1 Miliardi per la Reindicizzazione delle pensioni e rinnovo contratto lavoratori del pubblico impiego; 1,5 Miliardi per la Estensione anche per il 2016 della decontribuzione totale per le nuove assunzioni a tempo indeterminato, per un totale di 22,2 Miliardi.

È evidente che la sfida è ardua. Aspettiamo fiduciosi gli sviluppi del dibattito politico.

Avv. Iconio Massara - Specialista in Diritto Tributario

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