Comuni in ginocchio

Equitalia dovrà cancellare i debiti per cartelle inferiori a 300 euro.

Sanatoria “di fatto” sulla riscossione: non ci saranno più controlli per i piccoli debiti.

 

(Pubblicato sul n. 08 del 21.02.2015)

Dalle pieghe della legge di stabilità 2015, arriva la sorpresa inaspettata per i contribuenti italiani: una nuova mini sanatoria sulle cartelle di Equitalia.

Il problema però è che tale disposizione rischia di mettere in ginocchio i Comuni che, nonostante l’annunciata uscita di Equitalia dalla riscossione dei tributi, hanno ostinatamente continuato a servirsi dell’agente per la riscossione per riscuotere i propri tributi e le proprie entrate patrimoniali.

Per tutta risposta, il Parlamento vara con la legge di stabilità una norma che potrebbe avere effetti devastanti per i Comuni.

Equitalia, infatti, è chiamata a “cancellare” il debito a chi ha ricevuto vecchie cartelle non superiori a 300 euro di importo. Non verrà considerata la sommatoria delle cartelle ricevute, ma il singolo importo. Per esempio, se un contribuente ha ricevuto 10 cartelle da 299 euro l’una, rientrerà nella nuova “sanatoria”.

In sostanza, sarebbero coinvolte fino al 70% delle cartelle attualmente aperte da parte dell’ente responsabile alla riscossione: tra esse, figurano spese inevase come il mancato pagamento del canone Rai, oppure multe mai saldate per infrazioni al codice della strada.

E’ tutto scritto nel comma 688 della finanziaria diventata legge i giorni prima di Natale, ed entrate in vigore a partire dallo scorso primo gennaio 2015:

“Alle comunicazioni di inesigibilita’ relative alle quote di cui al comma 684 del presente articolo si applicano gli articoli 19 e 20 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, come da ultimo rispettivamente modificato e sostituito dai commi 682 e 683 del presente articolo. Le quote inesigibili, di valore inferiore o pari a 300 euro, con esclusione di quelle afferenti alle risorse proprie tradizionali di cui all’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), delle decisioni 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007, e 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014, non sono assoggettate al controllo di cui al citato articolo 19″

E, scritta così, la norma rischia di dare una mano alle migliaia di evasori seriali di multe e tributi comunali, che avevano accumulato numerose cartelle: ciascuna, però, sotto i 300 euro. Se l’importo sembra basso, si pensi che esso rappresenta circa il 70% delle posizioni ancora aperte nella riscossione locale.

La previsione è stata appena approvata con un emendamento alla legge di Stabilità, che andrà così a integrare il nuovo “piano di gestione” degli arretrati dell’Agente di riscossione. Non era tuttavia presente nelle prime versioni del provvedimento e finora è passato sotto silenzio.

 Di cosa si tratta?

Come noto, Equitalia è chiamata a riscuotere i crediti per conto dell’Erario e di altri enti come l’Inps, i Comuni, ecc.

 Ogni tre anni, pertanto, l’Agente per la riscossione dovrebbe inviare all’ente creditore un report con l’indicazione delle partite che non è riuscito a riscuotere per vari motivi: quelle cioè inesigibili (per esempio, nel caso di debitore privo di beni da pignorare, ecc.).

 A questo punto, l’ente creditore verifica che Equitalia abbia effettivamente fatto il possibile per il recupero delle somme in questione. Se così è, il primo cancella l’entrata dal bilancio e la porta a “perdita”.

 Tale controllo triennale, tuttavia, non è mai partito effettivamente. Così, a seguito delle continue proroghe, sono state rinviate talmente tante verifiche di cartelle inesigibili da aver accumulato, in tutti questi anni, una ciclopica mole di arretrato da smaltire. Si parla di centinaia di milioni di cartelle esattoriali per 545 miliardi di euro di valore in attesa di essere definitivamente “discaricate” e portate a perdita.

 Il prossimo rinvio sarebbe scaduto il 31 dicembre 2014. 

A partire dal 1° gennaio 2015, gli uffici dell’Agenzia delle Entrate, dell’Inps, ecc. saranno inondati da così tante cartelle inesigibili da sottoporre a verifica da mandare in tilt la loro organizzazione, con paralisi delle altre attività.

Ecco perché si è deciso di gestire prima i controlli sulle cartelle più recenti (almeno quelle con qualche possibilità di recupero), per rinviare al futuro (chissà quando) quelle vecchie.

E’ stato approvato il nuovo calendario di controlli secondo cui: entro il 2017 Equitalia dovrebbe trasmettere a Erario, Inps ed enti territoriali i ruoli nati nel 2014, e poi si andrebbe a ritroso, verificando gli anni precedenti. Così, per esempio, nel 2018 si verificheranno i crediti del 2013, nel 2019 quelli del 2012, e così via. Addirittura, gli arretrati del 2000 saranno verificati nel lontanissimo 2031.

Ed ecco giustificata la nuova norma che, per dare maggiore respiro a tale attività in nome dell’economicità dell’azione amministrativa, prevede che detti controlli si limitino solo ai crediti superiori a 300,00 euro.

Per gli altri, quindi, si avrà una sorta di sanatoria di fatto.

La conseguenza di ciò, è che i Comuni dovranno organizzare celermente una riscossione senza equitalia, attraverso gli strumenti che la legge mette a disposizione.

Ed infatti molti Comuni neppure sanno che i poteri attribuiti agli enti locali che riscuotono in proprio sono identici a quelli di Equitalia.

Basta conoscerli o avvalersi del supporto di qualcuno che li conosce per avviare una riscossione in proprio tramite ingiunzione fiscale.

Strumento essenziale per la stessa sopravvivenza degli Enti locali.

Avv. Iconio Massara - Specialista in Diritto Tributario

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